martedì 9 dicembre 2008

L'esigenza

L’esigenza di unirmi ogni volta con te
e ogni volta mostrare la mia vanità
come dolce follia
s’interessa di me
Ma se è amore perdonami
perché unendo divido anche il mondo a metà
Forse è un angelo che si diverte così
Miele nel vino tu sei
piccola venere
L’indifferenza ti fa
altissima
E chiamai disordine
quelle armonie in me
credevo all’abitudine
Le parole amore mio
serviranno a fingere
che voglia non ho più di te
I discorsi che faccio quando sto con me
sono esempi perfetti di banalità
se non parlo con te
se non parlo di te
Ogni istante decidere
ma il mio corpo è imperfetto e non basta più a sé
E’ una sete che so
non mi lascerà più
Miele nel vino tu sei
piccola venere
L’indifferenza ti fa
altissima
E chiamai disordine
quelle armonie in me
credevo all’abitudine
Le parole amore mio
serviranno a fingere
che voglia non ho più di te, di te…

(Radiodervish)

giovedì 4 dicembre 2008

fiat lux

Che sfacciato! Che illusione di caldo si osserva dalla finestra, con tutto questo sole arrogante appiccicato al contorno dei tetti, luce lattiginosa abbagliante assoluta che si instilla nelle pupille e le impressiona come carta fotografica.... Ma è appunto un'illusione. Fuori saranno 2 gradi. E' un freddo che pela. Si brinano il fiato e i mocci dal naso. La mente si ghiaccia inerme, per riprendersi appena varcato il portone. Certo, è meglio questa luce della nebbia impalpabile di ieri sera.... o no?

mercoledì 3 dicembre 2008

Villa Pamphili

Se potessi
un giorno o l’altro
fare foto con le mie pupille
tornerei certamente in questo
viale di pesco e ciliegio.
Terrei quel cane
che gioca con un sasso
e gli amanti sdraiati a terra
e terrei questa valle
in picchiata
di prato bosco sentieri
e colori saturi di un’aria
che non ricordavo.


(m.e.a.)

La canzone dell'amore perduto

Ricordi
sbocciavano le viole
con le nostre parole:
"non ci lasceremo mai,
mai e poi mai"
Vorrei dirti, ora, le stesse cose
ma come fan presto, amore,
ad appassire le rose
così per noi.
L'amore che strappa i capelli
é perduto ormai.
Non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.
E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti
al sole di un aprile
ormai lontano li rimpiangerai.
Ma sarà la prima
che incontri per strada,
che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo
E sarà la prima
che incontri per strada,
che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

(Fabrizio De André)

unillusionechiamataamore


... e allora mi volto, abbastanza velocemente, e comincio a camminare e l’aria mi sembra così difficile da attraversare, quasi vischiosa, mi viene da pensare a qualche ora fa che arrancavo sui pedali con le ruote a terra e neanche la discesa riusciva a darmi velocità così sono arrivata allo sportello della stazione tutta sudata col fiatone e partendo pensavo oddio adesso mi metto a puzzare e invece piano piano il calore è rientrato nel mio corpo, mi sono perfino addormentata con la fronte sul poggiatesta ma non ho sognato.
Al primo incrocio volto a sinistra; rallento il passo, Villa Ada è un po' in alto, non ci voglio arrivare subito, anzi quasi quasi mi fermo prima ai giardini con quella grossa fontana e mi siedo sulla panchina dove scrivo le frasi d’amore.
Questi alberi e questa gente. Sembra quando la domenica mattina, prima di pranzo, uscivamo noi dell’appartamento, stavo ancora in via Belluno, e ci buttavamo nel verde di Villa Torlonia, con le tute, la voglia di ridere. Facevamo anche gli esercizi, e ridevamo ancora di più, era bello. I racconti di Deborah in camicetta di seta a chiedere il latte al vicino... Lo scaldabagno rotto, il bidet col mestolo.
La mia panchina è occupata. Ma non c’è molta gente, è tardi, quasi il crepuscolo, ecco che arriva la luce azzurra, come mi piace, come se mettessi delle lenti colorate, mi ricorda la sensazione che provai quella sera, la prima sera, nella pelle, sotto le unghie: se esiste era azzurra l’emozione...
Non mi fermo, continuo; entro nel sentiero di ghiaia, due tipi mi sorpassano correndo, che noia correre non si riesce neanche a scambiare quattro chiacchiere, perché non vi fermate qui con me, dico, prendete fiato, ci diamo un po' da dire, così, poi ciao per la vostra strada, vorrei raccontarvi delle cose, magari vi fanno ridere...
Il sole è così basso che l’acqua del laghetto sembra davvero piombo appena fuso, e le anatre sembrano di cera, scivolano via come telecomandate, una mi si avvicina, ehi! ciao............lo sai che l’ho visto ?
.........poco fa sotto casa sua. Ti ho visto. Parlavi quasi dentro il portone. Ho posato la borsa da viaggio. Ho messo gli occhiali. Ho guardato meglio. Che sorpresona che ti faccio, non mi hai visto sei girato, c’è un guizzo biondo dietro la tua testa. Ora la vedo.. E’ così assolutamente identica alle foto. Le labbra un po' imbronciate, il corpo piccolo, proporzionato, la pelle chiara. Una volta, cercavo i testi del CD, le ho guardate, quelle foto, sono entrata a forza nel vostro passato, l’ho anche vissuto sulla superficie della mia pelle e ho avuto la tentazione di posare tutto e sparire, ma non ce l’ho io questo coraggio.
Però, poco fa, non mi è mancata la forza di guardare le parole uscire dalle vostre labbra e incrociarsi sopra di voi. Credo di non avere provato niente. Niente di violento. Guardo solo, tengo solo gli occhi aperti. Sto lì per qualche minuto, percepisco la gente che mi passa vicino come se fossero folate di vento; tanto che a un certo punto sento freddo, nei piedi, nelle mani.……….e allora mi volto, abbastanza velocemente, e cammino, e giro al primo incrocio, e l’aria mi si appiccica addosso, mentre vorrei che i miei sensi si spegnessero. Tutti.

venerdì 28 novembre 2008

maredineve

Direi che sono stata accontentata. Pure troppo. I fiocconi morbidi scendono con giudizio e precisione, con la giusta dose di piccicume che li fa attecchire ovunque, agli alberi, ai tetti, alle maniche di giubbotto. Io e la piciula siamo usciti a passeggiare, lei piccola omina michelin dentro il passeggino, protetta dalla capote impermeabile trasparente, io col mio bel giaccone antigelo/antipioggia/antifulmini. Che romantica sensazione di vuoto mentale e suono attutito. La chiacchiera della pupa si è fatta come d'incanto assorbire dal manto bianco, io ero troppo impegnata a non scivolare per parlare. Così, in silenzio ma ammaliate dal momento, ci siamo fatte strada tra la fanghiglia grigiastra e lo strato intonso, lasciando impronte pedestri e striscianti. Mi è salita una euforia fervida di immaginazione..... Com'è dolce naufragar in questo maredineve

giovedì 27 novembre 2008

Cammino scricchiolando

Cammino scricchiolando
infreddolita
da questa nube
di pensieri pesanti che
mi porto dietro
senza volerlo.
Giuro, non voglio,
ho note nella testa
che mi ritmano i passi,
e filtrano gli occhi
e lo sguardo.
Ma non i pensieri

(m.e.a.)

mercoledì 26 novembre 2008

here comes the sun


Cielo terso di fine novembre. Manca ancora troppo al 21 dicembre, il vero Capodanno, il giorno magico in cui cominciano ad allungarsi le giornate e insieme anche la speranza del caldo. Per adesso è ancora la brina a coprire le case, le fronde, il cervello, si accuccia tra i pensieri e invita a un letargo forzato, dove i maglioni di lana e acrilico la fanno da padroni. Se almeno nevicasse, una coperta omogenea di freddo bianco e vellutato.... tirerei fuori i sacchetti del Conad, i migliori per scivolare sulle colline artificiali di questa piatta pianura padana.........

martedì 25 novembre 2008

Stelle buone

Mio amore, ripiegate le labbra
e tornati al colore di prima
guardo fuori ed è l'alba
come fuggono le ore da qui e
ci dobbiamo salutare
c'è un'altra giornata d'amore da preparare
Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle
se tornerai domani saprò darti quelle perse
e lascerò che tutto sia sospeso
fino a quando non ci rivedremo
Mio amore
Il tuo cuore è un mare calmo
e non basta una sola notte
per attraversarlo
sono pronta per riaverti
ancorato al mio respiro
mentre il sole svanisce
e l'ombra disegna il tuo profilo
Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle
se tornerai domani saprò darti quelle perse
lascerò che tutto sia sospeso
fino a quando non ci rivedremo
Ho visto solo stelle buone
Ho visto solo stelle buone
Ho visto solo stelle buone

(Cristina Donà)

ti saluto

Ti saluto
un po’ a malincuore
e con lo sguardo
mobile
tra i tuoi pensieri e i miei
che non si sono
incontrati.
Troppo vento
troppa nebbia
e troppo passato.
Più veloci del previsto
si sono dispersi.
Così come te e me,
qui ora sulla porta
a dirci parole senza prestarvi
troppa attenzione

(m.e.a)

in cerca di Parise


Roma. Casa delle Letterature 13.05.2004

È il profumo. Subito.
E poi la vista degli aranci, frondosi a cupola sulle teste e sulla ghiaia grossolana. Certo a Parise sarebbe piaciuta questa prima sensazione odorosa, così intensa e a tratti sovrastante le parole dei lettori. Ne avrebbe fatto un pezzo memorabile dei suoi sillabari.
Qui è pieno di Goffredo Parise. Questo luogo, in questa piccola parte di tempo dell’anno, è dedicato a lui, al suo stupore trasformato in poetica e in codice interpretativo del mondo, al suo viso affilato e morbido insieme, che appare sui muri e nei quadri, dentro i quadri perfino, in modo tridimensionale, e nei pieghevoli e libretti distribuiti a chi li vuole.
Pochi preamboli, si comincia subito a leggere. AMICIZIA. Dalla voce di chi passò lunghe giornate orientali insieme a lui, accogliendolo, guidandolo. Un po’ come i dieci amici del racconto.
E poi L’ELEGANZA E’ FRIGIDA, tre parole che descrivono un popolo, e la fascinazione negli occhi di Parise quando entra, per intero, nel tempo sospeso dei luoghi sacri giapponesi.
Attraverso lampi fortuiti e improvvisi mi lascio immaginare il RAGAZZO MORTO E LE COMETE. Un titolo così strano e così bello, e soprattutto così unico. 17 anni, in fondo.
Parise arriva anche attraverso il linguaggio per immagini di un regista. Onore a chi ha tentato di rendere nella staticità della pellicola il muoversi continuo delle parole di G. P.
I reportages di guerra sono meravigliosamente, banalmente attuali. Le zaffate di profumo di fiori arrivano a sottolineare una parola, o un concetto.
La voce e il viso lungo di Sandro Lombardi si appropria delle lettere di Gadda all’amico Parise. Qui, ancora, così intensa, la presenza viva, benché solo accennata dal fluido così tipico del discorrere gaddiano, il suo essere “orrendamente” solo e malato e cerimoniosamente brusco. Si indovina, di là, un Parise paziente che mai manca di generosità.
Alla fine, la piccola folla di ascoltatori si disperde, i passi rumorosi sui sassi; qualcuno si ferma di fronte alle teche con la corrispondenza di Parise. Ed è lì l’ultimo colpo al cuore. In una lettera. All’amico Duddù, Raffaele La Capria. Un gesto di affetto, in parole irripetibili. E quell’invito, esortazione, promessa… Preparati.
Che ti porto via con me.Vieni con me.

arido e ammutolito

Arido e ammutolito
questo tempo
svicola ora dopo ora
in un percorso per nulla ardito.
Io annego
ho un mare imbizzarrito
in gola.
Fuori dilaga il sole
dentro il buio

(m.e.a.)

.... fermo restando che tutto può essere poesia, allora non c'è nulla di meglio che cercarsela intorno, banalmente, nel quotidiano, in ciò che guardiamo o viviamo o ascoltiamo giorno dopo giorno. Non sarà poi così difficile..... e magari serve a ringalluzzire il buon umore

poetry is everyweare


Ecco qui. La poesia è ovunque. Come si dice, basta cercarla. Poesia è un mattino grigio e la nuvola che si apre magnifica. Poesia è il tappeto di foglie multicolori ai piedi della fronda accogliente di un albero nel parco. Poesia è una canzone di Faber. Poesia è mia figlia che sorride esclamando "ho fatto una scoreggia"........